virgolette-aperteLa vita è come un treno: ci sono pochi uomini locomotiva, nati per trainare, e molti uomini carrozza, nati per essere trainati. Purtroppo in politica i ruoli spesso si invertono e così, alla guida del Paese, troviamo davanti gli uomini carrozza a fare le locomotive e dietro gli uomini locomotiva costretti a fare le carrozze. E il treno non cammina. (Raffaele Avallone)virgolette-aperte
31 Agosto 2020

NON CI RESTA CHE RIDERE…PURTROPPO

Di Raffaele Avallone

Vicino casa nostra si agitano venti di guerra. Ne avete sentito parlare? C’è qualche trasmissione televisiva che abbia posto seriamente al centro del dibattito la questione greco turca nel mediterraneo? Dico proprio nel mare nostrum non in quello degli altri, quello che bagna le nostre coste, quello stesso mare in cui ci tuffiamo in queste afose giornate d’agosto. Altra domanda. C’è qualcuno che ha sentito parlare seriamente dell’intervento militare della Turchia in Libia, le cui coste sono ad un tiro di schioppo dalle nostre? Assolutamente no.

Eppure, mentre noi ci esercitavamo nella gara tutta nostrana dei vaffa (Grillo insegna), diciotto navi turche si posizionavano davanti l’isola greca di Kastellorizo per la ricerca e l’estrazione del gas, protette dagli F16 turchi che sorvolavano l’isola e con le navi da guerra inviate da Erdogan, poco distanti, pronte ad intervenire in caso di necessità. Sull’altro fronte, i greci, per rispondere a quella che ritenevano un’invasione, mettevano in allerta il proprio esercito, inviavano proprie navi e facevano evacuare i civili dalle coste a rischio.

Ora, senza entrare nel merito delle ragioni della contesa territoriale greco turca, ciò che qui interessa sottolineare è che l’Europa non esiste e che l’Italia non ha una politica estera degna di tal nome e si sta dimostrando inadeguata per la difesa degli interessi nazionali.

Lo dimostra il fatto che sia il leader turco Erdogan che quello greco Mistotakis, con le armi ancora in pugno, non hanno affatto chiesto l’intervento dell’Europa, né degli USA (la Grecia è nella UE e la Turchia è comunque nella Nato), né hanno coinvolto l’Italia che è tutta nel Mediterraneo, ma hanno chiamato la signora Merkel, la padrona dell’Europa. La cancelliera tedesca è così intervenuta per evitare lo scontro armato, mentre il presidente Macron ha subito inviato sul posto navi ed arei da combattimento per marcare la presenza francese.

E l’Italia? Cosa hanno fatto il nostro presidente Conte e il nostro ministro degli esteri Di Maio?

Poco o nulla. E meno male bisogna dire. Cosa avrebbe infatti potuto fare Conte se non prendere tempo, come è il suo solito, nella speranza che la cosa si sbrogliasse da sola o che qualcuno la sbrogliasse al posto suo, così alla fine avrebbe potuto sempre dire che lui non c’era, che dormiva, e che non ha responsabilità? E cosa avrebbe potuto fare Di Maio se non sfoderare il suo pregevole cursus honorum offrendo ai due contendenti una bella bibita fresca, sempre gradita con questo caldo?

Lo hanno capito questi signori che ci governano (PD compreso e più degli altri) che la Turchia sta piano piano invadendo la nostra sfera di influenza che, partendo dai Balcani, passa per il canale di Sicilia ed arriva al mediterraneo orientale? Lo hanno capito o no che la Turchia vuole tornare ai vecchi fasti dell’impero ottomano ai danni di Grecia e Italia soprattutto, ponendo al centro della propria strategia militare logistica proprio la Libia, la nostra ex colonia, che è ricca di petrolio e dove le aziende italiane, non solo petrolifere, coltivano interessi economici da quasi un secolo?

Eppure questo governo, che con la scusa della pandemia, da almeno sei mesi gode di pieni poteri che nessun altro governo italiano ha mai avuto dal dopoguerra ad oggi, non ha fatto assolutamente nulla.

E poi ci lamentiamo che Germania e Francia guidano l’Europa e non ci fanno contare niente!

La realtà è che stiamo franando su tutti i fronti e che in Europa ci siamo ormai rasseganti a svolgere un ruolo ancellare.

Che vergogna!

E non crediate che le cose sarebbero andate diversamente se al governo ci fossero stati i vari Renzi e Salvini (Zingaretti non lo nomino per pudore). In realtà nessuno di loro è uno statista.

Renzi, da buon pinocchietto, si sarebbe presentato fischiettando con le mani in tasca, avrebbe detto ai due contendenti di stare sereni, che tanto ci avrebbe pensato lui, e alla fine gli avrebbe rivelato di essere su scherzi a parte. Salvini, anziché offrire ai due litiganti una bibita, come avrebbe fatto Di Maio, gli avrebbe preparato un buon mojito, che fa più chic. Dimenticavo Berlusconi. Ecco qualche chance, a pensarci bene, forse avrebbe potuto averla proprio Berlusconi. Il cavaliere, ca va sans dire, si sarebbe presentato all’incontro con una dozzina di sventole da urlo al seguito, avrebbe raccontato ai contendenti un paio di barzellette piccanti, tanto per attizzarli un po’, e poi, insieme alle sue ragazze tutte in abiti succinti e già pronte per la notte, avrebbe chiuso la trattativa a modo suo, sussurrando in coro agli ospiti: e adesso tutti a letto.

Ed allora che dire? Non ci resta che ridere…purtroppo.

Raffaele Avallone

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